“Senza un lavoro stabile e degnamente retribuito, le banche non consentono alle giovani coppie di accendere un mutuo per acquistare o anche solo per affittare una casa“, si lamentava così Giovanna Melandri il 6 luglio 2006, nel corso della Commissione Affari sociali della Camera. Intesa-San Paolo (un privato) ha “smentito” la Melandri, per la serie “il mercato arriva sempre prima della politica”.
Personalmente, ritengo che la strada principale da percorrere sia quella di favorire l’accesso al credito dei giovani fino a 35 anni, in particolare dei lavoratori atipici, mediante la costituzione di idonee forme di garanzia (anche sotto forma di integrazione al pagamento del mutuo)”.
Cose analoghe la Melandri le disse anche ad MTV, nel settembre 2006.
Peccato che in Finanziaria 2007 non ci sia nulla di quanto detto e promesso
!
Poi si scopre che la stessa Melandri ha acceso un mutuo presso Unicredit nel 2005: mutuo trentennale di 550mila euro (Intesa-SanPaolo non supera i 250mila in 40 anni) a un tasso maggiorato da uno spread (ricarico che ogni banca decide di aggiungere al tasso di base quale proprio ricavo) dello 0,75% quando lo spread «proposto» ai potenziali clienti normali era superiore all’1%. Il prestito è servito all’attuale ministro dei Giovani per comprare casa in centro a Roma, nei pressi di piazza Farnese: si tratta di un appartamento che si trova in uno stabile sottoposto a vincolo artistico sul quale, per fortuna dell’acquirente, il ministero dei Beni culturali (retto dal ‘99 al 2001 proprio dalla Melandri) non volle esercitare il suo diritto di prelazione.