Oggi è il Vaffanculo Day. Una idea di Beppe Grillo oggettivamente simpatica, un po’ populista (mandare tutti a fanculo è la cosa più semplice, ma poi?) ma simpatica.
Ma la proposta di legge di iniziativa popolare che si potrà firmare presso i banchetti organizzati per il V-day è da mandare sinceramente “a fanculo”.

1. NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento – Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.
CORRUPTISSIMA RES PUBLICA, PLURIMAE LEGES
“Quanto più è corrotta la repubblica tanto più sono numerose le leggi”, insegnava Tacito. L’intento della proposta è moralmente condivisibile. Ma serve davvero una legge per evitare che un condannato in via definitiva sieda in Parlamento? La moralità è ad un punto così basso? Sì. Ma invece di creare una nuova moralità, richiesta – a voce – dalla stragrande maggioranza degli italiani, si cancella la moralità per far posto ad una legge.
Quanto a coloro che sono in attesa di giudizio, vige, secondo Costituzione, la presunzione di inocenza. Certo, chi è indagato per Mafia, potrebbe prendersi un “giro” di pausa, ma se tale sensibilità non viene “sentita” da un partito o da una coalizione, sta al popolo giudicare, tramite il voto.
2. DUE LEGISLATURE
No ai parlamentari di professione da venti e trent’anni in Parlamento. Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente
LIBERTA’ DI SCELTA DELL’ELETTORE
Anche qui ci troviamo dinanzi ad una proposta sbagliata ed inutile. Il vero problema è il numero dei parlamentari (come si fa a conoscere vita, morte e miracoli di 1000 soggetti) e la legge elettorale che li manda in Parlamento, non il numero dei mandati. Certo, vedere certa gente (anche di AN) sedere per decenni in Parlamento senza fare nulla fa incazzare. Ma alcuni partiti (Ds e Pdci) hanno già intrapreso un sistema i limiti dei mandati per i deputati che non hanno un rilievo nazionale. Perchè limitare i mandati ai parlamentari di spessore? I partiti e l’elettorato devono saper creare un “sistema” senza alcuna legge. Vedi punto 1.
3. ELEZIONE DIRETTA

No ai parlamentari scelti dai segretari di partito. I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
COLLEGIO ELETTORALE: SELEZIONE E SCELTA
I fan di Grillo e della preferenza hanno memoria corta (già dimenticata la Prima Repubblica, un sistemabastao sulla preferenza?) e scarsa conoscenza degli Enti locali, specie quelli del Sud. Come ha detto Fini sul blog di Grillo, “è indubbio che nel passato la raccolta delle preferenze ha alimentato, per la grande quantità di risorse finanziarie necessarie, la corruzione. Per consentire agli elettori di scegliere (vanno) meglio i collegi uninominali“.
Con il collegio, il partito fa una scelta (meglio se attraverso le primarie), ma poi l’elettore è libero di votare o meno la persona scelta dal partito.
Con la preferenza, viene eletto chi ha un “centro di potere”, come nella Prima Repubblica. Il livello degli eletti? Bassissimo, basta guardare consigli comunali e/o regionali. La frammentazione? Altissima, ogni eletto pensa solo a se stesso ed a come fare per aumentare le preferenze personali. E la spesa pubblica – quella della “Casta” – corre, come mostrato anche scientificamente da uno studio di Tabellini/Persson.

Insomma, vaffanculo alla proposta di legge di Beppe Grillo. Torni a fare il comico. Già c’è troppa gente che fa ridere nel teatrino della politica italiana.